Mentre l’aeroporto di Bologna continua a investire e crescere, Parma solleva interrogativi sulla sostenibilità di scelte politiche assistenziali che non tengono conto della realtà economica, del mercato e dei reali bisogni della collettività
La polemica sulla presunta saturazione dell’aeroporto di Bologna, alimentata da alcune narrazioni politiche e mediatiche, frutto di evidenti pressioni, è stata fermamente smentita dal presidente dello scalo Enrico Postacchini. Le sue recenti dichiarazioni hanno fatto chiarezza sulla situazione attuale e sulle prospettive future dell’aeroporto felsineo, mettendo in discussione la logica di cedere traffico a favore dell’aeroporto di Parma, un’infrastruttura in perenne crisi.
Secondo Postacchini, la tesi di uno scalo bolognese al collasso non ha alcun fondamento. “C’è questa narrazione che l’aeroporto di Bologna sia saturo, ma non è affatto vero”, ha dichiarato il presidente, sottolineando che, al termine dei lavori di ampliamento in corso, l’aeroporto sarà in grado di gestire comodamente 12 milioni di passeggeri. La capacità attuale ha già dimostrato la sua resilienza: anche nel trafficato mese di agosto, lo scalo ha superato il milione di passeggeri “senza problemi, senza caos o saturazione”, gestendo il flusso di viaggiatori in modo efficiente.
Questa presa di posizione contrasta nettamente con l’idea, promossa da alcuni politici locali, di dirottare voli verso l’aeroporto di Parma. Il “Giuseppe Verdi” di Parma, infatti, ha una storia di risultati economici disastrosi (82 milioni in perdite negli ultimi 31 bilanci) e non è mai riuscito a “decollare” nonostante abbia già ricevuto oltre 75 milioni di euro in aiuti pubblici.
La proposta di trasferire parte del traffico — cosa peraltro impraticabile, perché a decidere sono le compagnie aeree — da un’infrastruttura sana, efficiente e redditizia come quella di Bologna a una in crisi da oltre 30 anni e che si trova sull’orlo della liquidazione giudiziale appare, per molti, come una mossa senza logica economica e gestionale.
Mentre l’aeroporto di Bologna continua a investire e crescere, consolidando la sua posizione come uno dei principali scali del Nord Italia, la discussione sul futuro di quello di Parma solleva interrogativi sulla efficacia degli investimenti pubblici e sulla sostenibilità di scelte politiche che non tengono conto della realtà economica, del mercato e dei reali bisogni della collettività.

